VOTAZIONI PREMIO SOCIAL 'IL PESO DELLA MEMORIA'
- karen lojelo
- 7 nov 2025
- Tempo di lettura: 12 min
Aggiornamento: 20 nov 2025

Qui potete visionare tutte le opere in gara:
Scorrendo in basso la pagina troverete le foto delle opere con il concept scritto accanto.
Di seguito una galleria interattiva dove vedere le foto delle opere a tutto schermo.
Per votare scendete ancora e troverete un riquadro - cliccate su 'tutte le opzioni' si apriranno tutte le caselle con le varie foto delle opere e dovete cliccare su quella che preferite finché non risulterà evidenziata.
La casella apparirà con una cornice intorno e una spunta. Se sbagliate a votare potete ripetere il voto perché il sistema tiene conto dell'ultima immagine scelta quindi potete cliccare su un'altra foto e l'ultima selezionata sarà quella che rimane registrata se non cambierete ancora idea.
Onde evitare problemi vi facciamo presente che internamente al sito noi possiamo vedere i visitatori unici e i voti doppi dagli stessi utenti non verranno conteggiati.
Scorrendo ancora più in basso potete trovare i link cliccabili per immagini delle opere in vendita, è possibile acquistarle subito ma non verranno spedite prima della fine della mostra.
N.B. Questo sondaggio decreterà solo ed esclusivamente i vincitori della categoria 'Social' e i risultati verranno oscurati dal 20 di novembre in quanto i vincitori verranno annunciati soltanto alla Cerimonia di Premiazione del 22 novembre 2025.
Il voto insindacabile della giuria di qualità completamente scollegato da questo decreterà invece i vincitori della categoria ufficiale del Premio.
FOTO E CONCEPT OPERE IN GARA:

Emiliano Alfonsi
Titolo: Silentium
Misure: 30x30 cm
Tecnica: tempera e oro zecchino su tavola
Concept: Il Cuore Esposto e la Vulnerabilità
L'elemento più diretto è il cuore umano visibile, spesso interpretato come la sede dell'emozione, della vulnerabilità e dell'essenza di sé. La sua nudità suggerisce che le esperienze interiori, incluse le memorie, sono non celate e costantemente presenti. L'esposizione stessa può rappresentare il "peso", poiché ricordi, dolori o gioie passate non sono riposti, ma fanno parte della realtà di superficie dell'individuo.
L'Uccello Nero e il Filo Rosso
L'uccello scuro (corvo o simile) è comunemente associato al mistero, al passato, al presagio o alla conoscenza profonda. Questo uccello è collegato al cuore da un filo rosso, che simboleggia un legame vitale tra l'anima o la memoria (l'uccello) e il centro emotivo (il cuore). La sua presenza e la sua connessione suggeriscono che una memoria specifica, o l'intero fardello del passato, sta tirando o è ancorato al cuore, creando un peso emotivo tangibile.
L'Uccello Bianco e la Speranza
L'uccello bianco o chiaro sulla destra sta portando un ramoscello o una piccola vite verso l'orecchio della figura. Gli uccelli bianchi spesso simboleggiano la purezza, la pace o la speranza. Questo volatile potrebbe rappresentare la possibilità di nuove memorie, la guarigione, o forse un ricordo positivo che cerca di "parlare" alla persona, offrendo un contrappeso alle memorie più cupe, simboleggiate dall'uccello nero. Il peso della memoria non è solo tristezza, ma la costante dicotomia tra il ricordo buono e quello doloroso.
L'Iride e l'Accettazione
Lo sguardo diretto, fermo e in qualche modo rassegnato della figura suggerisce un'accettazione o un confronto con questo mondo interiore. La persona sta guardando avanti, forse sopportando l'onere del passato (il peso della memoria) che gli uccelli e il cuore rappresentano, anziché distogliere lo sguardo.
Le Api e la Cornice (Dettagli Secondari)
Le api negli angoli della cornice, tradizionalmente simboli di laboriosità, organizzazione e dell'anima, potrebbero rappresentare l'attività instancabile e costante della mente che elabora e conserva le memorie. La loro posizione nella cornice suggerisce che il lavoro della memoria circonda e contiene costantemente lo stato emotivo della figura.
In sintesi, il dipinto raffigura il peso della memoria non come un fardello passivo, ma come un processo dinamico e vitale in cui il passato (l'uccello scuro) è intimamente ancorato al nucleo emotivo (il cuore esposto), mentre la possibilità di ricordi futuri o positivi (l'uccello bianco) cerca di offrire conforto o una nuova prospettiva. La figura è il vaso di questa costante tensione interiore.

Marco Bischisecchi
Titolo: Nina
Misure: 90x40 cm
Tecnica: sintetico e acrilico su legno
Concept: Nina è un frammento di memoria, un ricordo giovanile che rappresenta per il suo autore uno dei primi tentativi di dare forma alla materia. È un'evoluzione del presente che affonda le sue radici nel passato, un viaggio attraverso la "memoria".

Marco Bischisecchi
Titolo: Memoria corta
Misure: 60x60 cm
Tecnica: sintetico acrilico colorante in polvere su yuta e legno.
Concept: quest'opera riflette sulla nostra tendenza a ignorare le lezioni della storia, portandoci a ripetere gli stessi errori come uno schema in loop da cui non sappiamo uscire, invita a risvegliare la nostra memoria collettiva per evitare di cadere negli orrori del passato.

Alessandro Tasselli
Titolo: Whispers of Resilience
Misure: 30x40 cm
Tecnica: incisione su ardesia (2024)
Concept: esplora la memoria come uno sguardo che cerca luce tra le ombre, custodendo e rigenerando il passato per non dimenticarlo. Il silenzio conserva racconti inespressi e verità resistenti. Ogni segno diventa cicatrice, testimoniando il passato. La memoria, pur gravosa, protegge e collega al passato, spingendoci verso il futuro.

Marco Massarotti
Titolo: Blue
Misure: 70x100 cm
Tecnica: olio e acrilico su carta (2023)
Concept: in questo dipinto, la memoria si presenta come una pelle sottile e delicata, che porta i segni del tempo e dell’oblio. Le abrasioni sulla carta non sono semplici segni di usura, ma atti di scavo: rivelano strati nascosti, aree cancellate o riaffioranti, come se l’immagine emergesse da un passato che resiste alla dissoluzione.
Il volto, immerso in una tonalità di blu freddo e quasi etereo, non è una presenza definita, ma una traccia, un’eco. Lo sguardo si trova in uno spazio sospeso tra ricordo e perdita, come se la memoria stessa fosse un corpo che lentamente si disfa, ma che cerca ancora di rimanere visibile.
La carta abrasa simboleggia la mente che conserva e al contempo cancella: ogni ferita, ogni assenza, ogni area consumata dal gesto pittorico è un atto di ricordo e oblio insieme.
In questo senso, il dipinto non rappresenta la memoria, ma è la memoria: un processo continuo di apparizione e scomparsa, di accumulo e cancellazione, di fragilità e resistenza.

Rosy Mantovani
Titolo: Attimi 1
Misure: 70x50 cm
Tecnica: olio, grafite, garza e foglia d'oro su tela (2025)
Concept: cos'è la memoria se nonvun ricordo fugace di un incontro profondo. La donna rivive uno scambio di sguardi, simbolo di intesa e comunicazione silenziosa tra anime. Le sfumature e la luce delicata riflettono l'emozione e la complessità di quel momento, evidenziando l'intimità e la distanza.

Rosy Mantovani
Titolo: Attimi 2
Misure: 70x50 cm
Tecnica: olio, grafite, garza e foglia d'oro su tela (2025)
Concept: una donna persa nei pensieri, con il suono della città che si fonde con i suoi pensieri. Illustra la scelta di lasciare il passato per abbracciare l'incertezza del futuro, esprimendo speranza e nostalgia in un equilibrio tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.

Giulia Efisi
Titolo: Erano loro
Misure: Polyptych – 36×36 cm x 4
Tecnica: fotografie stampate con antica tecnica platino - palladio
Concept: Erano Loro. Quando erano, erano loro. Lo sono sempre, presenze assenze vibranti, pesanti e leggeri
scrutanti, rassicuranti per sempre presenti che oltre la soglia sono.
(Giulia Efisi )
«Erano loro» è un canto struggente sull'equilibrio tra presenza e assenza, tra passato e ciò che ancora pulsa nel silenzio. Quest'opera racchiude la memoria di quattro bambini, immortalata attraverso fotografie raccolte in un cimitero con il consenso amorevole degli eredi, diventando un tributo al ricordo eterno.
Le immagini, rielaborate con la tecnica del platino palladio, sfidano il tempo, conferendo all'opera una consistenza quasi scultorea. I toni profondi e la morbidezza della luce intrecciano una narrazione visiva in cui ogni dettaglio vive, mentre la durata del materiale simbolizza resistenza e permanenza. La scelta di questa tecnica antica è un gesto simbolico: fissare nell'eternità esistenze che vivono oltre il visibile.
«Erano Loro» è un dialogo silenzioso tra assenze che vibrano e presenze che sussurrano. Invita a un viaggio nel tempo, dove la memoria si trasforma in luce e la luce diviene memoria. È un racconto di ciò che si percepisce senza apparire, evocando l'invisibile nella sua essenza più pura.

Aseptic Void
Titolo: Mind control 3
Misure: 40x50 cm
Tecnica: Tempera, acrilico, spray acrilico e glitter oro su tela (2025)
Titolo: Doll
Misure: 30x30 cm
Tecnica: tempera, acrilico e spray acrilico su tela (2018)
Titolo: Androgynous
Misure: 40x50 cm
Tecnica: tempera, acrilico e spray acrilico su tela (2022)
Concept: forgia la sua arte attorno al tema profondo dell'identità, come un viandante che porta con sé il peso delle memorie. Attraverso momenti in cui ha sentito la propria essenza fluttuare al di fuori del corpo, come un'anima in cerca di un riflesso tra gli altri, ma incapace di trovarlo. Questo sentire, custodito come un segreto ancestrale, si è rivelato un marchio indelebile della sua individualità, un cristallo di vetro che lo separava dal mondo. Col passare del tempo, l’artista dice di aver imparato a respirare la vita pienamente, mettendo da parte le ruminazioni che lo ancoravano. Ma le ombre di identità dimenticate riaffiorano, si fondono in visioni oniriche, trasformandosi in chimere: creature ectoplasmiche che danzano sulla tela, diventando tempera e acrilico.
Questi frammenti di sé, lontani e intimi, trovano uno scopo: ama dipingere volti che richiamano tanto le bambole quanto la figura di Grimilde, poiché in queste forme intravede un'insospettata libertà, un ancoraggio poetico al reale.

Oliver Hitzmann
Titolo: The past self
Misure: Polyptych – 36×48 / 24×32 / 24×32 / 16×24 cm
Tecnica: stippling art (2025)
Concept: Il Sé Perduto, Il Sé Fuso, Il Sé Sepolto e, al centro, Il Sé.
Un promemoria di come non siano i nostri sé passati, ma la nostra percezione di essi a continuare a plasmare e influenzare chi siamo.

Sascha Lantzsch
Titolo: In the end it was all just smoke in the wind
Misure: 70x50 cm
Tecnica: olio su tela (2024)
Concept: 'Alla fine era tutto solo fumo nel vento' esplora come la memoria influenzi la nostra percezione del presente e la visione del futuro. Può essere un fardello o una fonte di slancio, ma spesso è distorta dalle emozioni. Riflettere su di essa può liberare la mente o portare ad accettare il suo ineluttabile impatto.

Agnese Cabano
Titolo: Oltre la porta
Misure: 33x20x54 cm
Tecnica: installazione a tecnica mista: legno, pittura ad olio e barbie d’epoca (2025)
Concept: L’ambientazione della parte in legno si ispira alle forme e ai cieli surreali di Magritte e l’installazione nel suo insieme è un gesto di passaggio, una riflessione sulla trasformazione dell’identità femminile, ma anche sul tempo, sul gioco, e sul silenzio che diventa voce.

Emanuele Santovito
Titolo: Inciso
Misure: 35x25 cm
Tecnica: inchiostro su cartoncino
Concept: l'opera vuole mettere a confronto il ruolo della memoria nella crescita personale, emotiva e intellettuale. La scelta del solo bianco e nero vuole sia dare un effetto sia nostalgico sia interrogare sulla vividezza dei ricordi.

Kannamuris
Titolo: Rinascita
Misure: 80x60 cm
Tecnica: olio su tela con contaminazione di oro
Concept: la rinascita simbolica dell'anima, rappresentata da una donna che incarna la vita e la guarigione dal passato. Ispirato all'arte giapponese del Kintsugi, dove l'oro ripara le fratture.

Kannamuris
Titolo: L'epilogo - la danza dell'anima
Misure: 80x80 cm
Tecnica: olio su tela con presenza di juta
Concept: l’opera esplora il peso della memoria attraverso la teoria delle Fiamme Gemelle. Anime che si cercano nel corso di molte vite anche quando il destino le separa. le due anime rappresentate dai due pezzi di juta.

Federica Zanatta
Titolo: Rimemoria
Misure: 25x30 cm
Tecnica: acrilico su tela (2025)
Concept: Questi segni per l’artista sono vortici di ricordi intrecciati, a rime non sempre leggere.

Simone Bellucci
Titolo: Ship
Misure: 90x90 cm
Tecnica: digitale
Concept: per l’artista la memoria prende vita nel pensiero e vede in questo veliero un modo affascinante per solcare le sue rotte e catturare l’essenza del passato per disegnare le destinazioni del futuro.

Pamela Marinelli
Titolo: Guarigiorne
Misure: 50x70 cm
Tecnica: acquerello, matite e foglia oro su carta cotone (2025)
Concept: esplora la guarigione fisica attraverso la liberazione dal peso delle memorie dolorose, paragonandola all'alchimia di trasformare il piombo in oro. La guarigione nasce dall'interno, riconnettendoci all'anima. Simboli di guarigione, come la balena e il tasso, rappresentano il profondo legame con il sole, fonte di luce e rinascita.

Maria Romano
Titolo: Il giardino dei pensieri
Misure: 50x60 cm
Tecnica: olio su tela (2025)
Concept: lo spazio intimo della mente, i pensieri crescono come fiori in un giardino segreto. Il volto femminile esprime introspezione; i capelli diventano terreno fertile per fiori, simboli di idee e emozioni. La mano rossa rappresenta la fisicità del pensiero. Lo sfondo geometrico contrasta con la vitalità dei fiori, simboleggiando il dialogo tra razionalità ed emozioni.

Francesco Bagnoli
Titolo: Fransis
Misure: 30x40 cm
Tecnica: olio su tela
Concept: Memori di ciò che è stato si ha la possibilità di fare qualcosa di migliore secondo l’artista, lo sguardo di Fransis forse vuole dire questo.

Irene Andrei
Titolo: Intreccio
Misure: 80x60 cm
Tecnica: mista con inclusioni (2025)
Concept: la memoria è come un intreccio di fili tra le dita, connessioni durature che uniscono e imprigionano: il rosso per le ferite, il giallo per la vitalità nelle avversità, e il nero per il tempo che scorre.
L'Omino Nero simboleggia l'essere umano e il suo legame con il passato, riflettendo la memoria come un peso e nutrimento che definisce la nostra esistenza.

Ermelinda Nigro
Titolo: Il peso della memoria
Misure: 65x100 cm
Tecnica: tessuto su tela in tecnica mista (2025)
Concept: l'opera mette in dialogo leggerezza e gravità, mostrando la memoria come nucleo prezioso ma imprigionato, capace di illuminare e al tempo stesso gravare sull'anima.

Paolo Paolini
Titolo: Mnemosyne
Misure: 50x70 cm
Tecnica: acrilico, acrilico al quarzo, carboncino e pastelli a olio su tela
concept: madre delle nove muse, Mnemosyne incarna il principio del mantenimento del sapere e della storia. La sua immagine è circondata da pieghe che simboleggiano la complessità e la profondità della mente umana. I nove vortici rappresentano le muse, ognuna con il compito di preservare e alimentare la memoria attraverso le arti e l'ispirazione creativa. Questo legame tra Mnemosyne e le muse sottolinea come la memoria non sia solo un deposito passivo di informazioni, ma un elemento dinamico e vitale che continua a influenzare e modellare la nostra cultura e creatività. L'opera, quindi, invita a riflettere su come il peso della memoria non sia solamente un carico, ma anche una fonte inesauribile di ispirazione e conoscenza.

Sara Marine
Titolo: La voce della povertà
Misure: 80x100 cm
Tecnica: tecnica mista decorazione cemento bianco e grezzo più acrilico su tavola di legno (2025)
Concept: L'opera parla volti che vogliono essere ricordati, di povertà materiale, ma soprattutto di ricchezza di memoria, di vite che, pur segnate dal dolore, non vogliono essere dimenticate.

Seventeen
Titolo: The Bibas. N.91
Misure: 100x80 cm
Tecnica: olio su tela (2025)
Concept: un omaggio alla famiglia Bibas e a tutti i bambini vittime innocenti delle guerre dimenticate. La zucca-carrozza, simbolo fiabesco di viaggio e rinascita, diventa qui veicolo d’anima: una diligenza alata che trasporta le vite spezzate verso la luce. Il contrasto tra i toni luminosi e il testo drammatico esprime il peso della memoria come passaggio dall’orrore alla speranza.

Laura Vacca
Titolo: Mnemosyne - stanza N° 10
Misure: 67x87 cm
Tecnica: acrilico,stucco, foglia oro, piume e resina su lino
Concept: anche quest'opera rappresenta Mnemosyne, dea greca della Memoria, simboleggiando questa volta il potere del ricordo tra oscurità e luce dopo un lutto. La memoria ombra trasforma il dolore in oro, mentre la memoria luce guida verso la purezza e la forza, unendo entrambi per la crescita interiore e spirituale.

Alessandro Villanucci
Titolo: La memoria è una lampadina accesa in una stanza buia
Misure: 40x50 cm
Tecnica: stampa fotografica su forex (2010)
Concept: rappresenta la fragilità della memoria, capace di spegnersi inaspettatamente e spesso incapace di illuminare completamente il passato. L’oscurità della stanza simboleggia il peso dei ricordi nella nostra interiorità, segni indelebili che la luce non riesce a cancellare.

Francesco Milicia
Titolo: Il campo di grano
Misure: 100x100 cm
Tecnica: mista su tela
Concept: il paesaggio di campagna evoca un ricordo senza tempo. I campi dorati ondeggiano al vento, mentre una strada sterrata separa passato e presente. Gli alberi antichi offrono ombra a case in rovina, creando un'immagine che attira la memoria, non come un fardello, ma come un legame con ciò che è perduto.

Cristina Meotto
Titolo: Sottratta alla complicità
Misure: 50x40 cm
Tecnica: olio su tela
€ 480,00
Concept: la donna, rannicchiata su se stessa, sembra sospesa in un tempo che non le appartiene più. Il suo corpo è una curva chiusa, fragile e necessaria, che tenta di contenere il dolore e il ricordo. Intorno a lei, un blu profondo si espande come una marea silenziosa: è il colore della memoria, che avvolge ma non consola.
Il viola, denso e pulsante, modella le ombre e dà peso alla sua pelle. È il colore dell’introspezione, della soglia tra ciò che si ricorda e ciò che si vuole dimenticare. Sul capo, i capelli si accendono di un rame — un ultimo segno vitale, un fuoco che resiste al silenzio e alla perdita.
La complicità che le è stata tolta vive nell’assenza di uno sguardo, nell’aria che non trova più risposta. Lo spazio circostante è rarefatto, come se la realtà stessa si fosse ritirata, lasciandola sola con il peso dei suoi ricordi, lettere scolpite nel cuore, nell'essenza e nell'assenza.
In Il peso della memoria, quest’opera vuole raccontare il momento in cui l’intimità si dissolve e ciò che resta è la traccia colorata del ricordo: un corpo che si piega per non spezzarsi, una luce che resiste dentro la malinconia del blu.

Antonio Nastro in collaborazione con gli anziani ospiti della RSA Santa Chiara
Titolo: Ritorno alle origini
Misure: 50x60 cm
Tecnica: olio su tela (2025)
Concept: in quest'opera surreale e metafisica nel suo significato la montagna rappresenta la madre che riaccoglie il genere umano nel suo grembo, permettendo la nascita di un nuovo uomo, in un senso antropologico, e con esso una nuova umanità priva di ogni malvagità. Questo per l’artista riflette il peso della memoria e un invito a tornare indietro nel tempo.
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