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Opera in gara al contest 'Anatomia della Paura'

DAN LUGALS

Tecnica: Tecnica mista (pastelli a olio su carta da pacchi, terra di Volterra mescolata a inchiostro di Cina, cucitura in filo plastico nero e fissaggio su cartone di recupero bruciato ai lati)
Misure: Dimensioni espositive

Testo Integrale / Concept dell'Opera:
La paura: inizialmente è un'emozione. Una reazione fisica di fronte a un pericolo che prepara il corpo alla fuga o, al contrario, all'immobilismo. Il battito cardiaco accelera, i peli si rizzano (un riflesso primordiale per tentare di sfidare l'aggressore), i muscoli si tendono per prepararsi alla fuga. Studi recenti concordano sul fatto che un'emozione duri meno di un minuto. Superato questo lasso di tempo, si trasforma in un sentimento ed è allora la nostra mente a mantenerlo in vita. La paura. Se la si considera come un’energia, la questione si fa interessante: su scala universale, essa è irrimediabilmente opposta all'amore. Come il bianco e il nero, l'ombra e la luce: l'una distrugge, l'altro crea. La paura afferma che tutto è impossibile; l'amore, dal canto suo, sostiene esattamente il contrario.

L'opera: tutto è iniziato con il testo. Durante la sua partecipazione all'Art Week Volterra 2026, mentre è alla guida tra San Gimignano e Volterra, Dan Lugals riflette sul tema del concorso: la paura. Le parole affiorano. Prende forma un testo. Successivamente, utilizzando i mezzi a disposizione, realizza l'opera su carta da pacchi con alcuni pastelli a olio, adottando uno stile volutamente grezzo, urgente ed essenziale. Pensa allora alla serie in fase di realizzazione, "Vapeurs éthériques” (Vapori eterei). In questa serie, la forma bianca (ossessione del suo lavoro) si trova in uno stato precedente alla nascita. Esiste senza esistere nella materia... Secondo lui, questa serie è la più adatta ad affrontare il tema del concorso. Impiega inoltre la terra di Volterra mescolata a inchiostro di Cina, creando un impasto colloso per conferire matericità e ruvidità alla superficie. Testo e disegno vengono poi uniti tramite una cucitura in filo plastico nero e fissati su un cartone di recupero di cui brucia alcuni lati. La chiama “Che sapore dare a questo vapore ?” come una domanda rivolta a chi osserva l'opera e questa proposta in filigrana: sta a te decidere.
 

«Che sapore dare a questo vapore ?»

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